Pressione Fiscale, Italia quinta in Europa



Secondo un rapporto presentato nei giorni scorsi da Eurostat l’Italia è al quinto posto in Europa per la pressione fiscale.
La pressione fiscale in Italia raggiunge il 43,7% del Pil contro una media dei 27 paesi della UE del 39,8% e una media dei 16 paesi dell’area euro del 40,4%. La pressione fiscale in Italia è aumentata nel 2007 rispetto all’anno precedente passando dal 42,1% al 43,3%, ed è aumentata anche rispetto all’anno 2000 quando era al 41,8%.
L’Italia si trova dietro alla Danimarca che ha una pressione fiscale del 48,7% del Pil, alla Svezia che una una pressione fiscale del 48,3%, al Belgio (44%), alla Norvegia (43,6%), unici paesi ad avere una pressione fiscale superiore a quella Italiana. Per quanto riguarda gli altri grandi paesi dell’Unione in Germania la pressione fiscale nel 2007 era al 39,5% del Pil (-3,8% rispetto all’Italia), in Francia la pressione fiscale era al 43,3%, nel Regno Unito era al 36,3% (-7% rispetto all’Italia). I paesi europei con la minore pressione fiscale erano nel 2007 la Romania e la Slovacchia, con il 29,4% (-13,9% rispetto all’Italia), e la Lituania con il 29,9%.






In particolare l’Italia è al primo posto per le tasse sul lavoro (44%, contro una media UE-27 del 24,4% e UE-16 del 34,3%), è terz’ultimo posto per le tasse sui consumi (17,1%, contro una media UE-27 del 22,2% e UE-16 del 21,5%), a metà classifica per le tasse sui capitali (36,2%, contro una media UE-27 del 28,7% e UE-16 del 29,8%).





Per quanto riguarda l’imposta sul reddito in Italia l’imposta sul reddito delle persone fisiche ha raggiunto nel 2007 il 44,9%, contro una media UE-27 del 39,1% e una media UE-16 del 42,1%. In Germania ha raggiunto il 47,5%, in Francia il 45,8%, nel Regno Unito il 40%.
L’imposta sul reddito delle società ha raggiunto in Italia, nel 2009, il 31,4% (il 9,9% in meno rispetto al 2000) contro una media UE-27 del 23,5% e una media UE-16 del 25,9%. In Germania ha raggiunto il 29,8% (-1,6% rispetto all’Italia), in Francia ha raggiunto il 34,4% (+3% rispetto all’Italia), nel Regno Unito ha raggiunto il 28% (-3,4% rispetto all’Italia).

 

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