L’Italia nei PIIGS?



Negli ultimi giorni le borse europee hanno subìto pesanti perdite, a pesare sui listini europei le preoccupazioni per i conti di alcuni paesi dell’Unione Europea. Inizialmente il paese che destava le maggiori preoccupazioni era la Grecia. Alla Grecia si sono aggiunti negli ultimi giorni la Spagna ed il Portogallo.
Il commissario Ue agli affari economici e monetari, Joaquin Almunia, aveva affermato nei giorni scorsi che Spagna e Portogallo hanno “problemi comuni” con la Grecia, successivamente è intervenuto anche il direttore del Fmi, Dominique Strauss Khan, che ha dichiarato che la crisi spagnola è “molto forte”.

I media americani raccontando la vicenda si sono riferiti alle turbolenze che verrebbero dai paesi “PIIGS”, dove PIIGS sarebbe un acronimo formato dalle iniziali dei nomi di alcuni paesi europei, Portogallo, Irlanda, Italia, Grecia e Spagna. Evidente il gioco di parole con il termine inglese pigs, che significa porco.

Ora, che la situazione economica dell’Italia non sia tra le migliori non è certo una novità. Però la situazione economica Italiana non è certo la peggiore, o tra le peggiori.

Esaminando alcuni dati si nota infatti che la situazione di molti altri paesi, anche molto importanti, è peggiore, in alcuni casi di molto, rispetto a quella italiana.
Il debito pubblico italiano (qui i dati dal 1885 al 2001) è uno dei più alti al mondo, ma non il più alto. Al 31 dicembre 2008 il debito pubblico italiano ammontava a 1663 miliardi di euro, mentre il pil si fermava a 1572 miliardi di euro, ovvero il debito pubblico era pari al 105.8% del pil. Un rapporto molto elevato, ma (molto) inferiore a quello del giappone (che a tutt’oggi è la seconda economia mondiale), in cui il rapporto deficit pubblico/pil era pari al 170%. Il debito pubblico francese, a fine 2008, raggiungeva i 1327 miliardi di euro (68% del pil). Il debito pubblico in Germania, nel 2007, era di quasi 1600 miliardi di euro (66% del pil). Il debito pubblico USA per il 2010 è stimato essere pari a 9881 miliardi di dollari (67.1% del pil). Secondo le previsioni dovrebbe crescere per arrivare a 12594 miliardi di dollari (68.5% del pil) nel 2014.
La maggior parte del debito pubblico americano è in mano a governi stranieri. La Cina è il capofila dei creditori degli USA, detenendo buoni del tesoro americano per quasi 800 miliardi di dollari, secondo i dati del 2009. Al secondo posto di questa classifica c’è il Giappone con 751 miliardi di dollari di buoni del tesoro USA. A seguire, molto distanziata, la Gran Bretagna, con quasi 250 miliardi di dollari.
L’Italia ha buoni del tesoro USA per 17.4 miliardi di dollari. La Francia 24.6 miliardi, la Germania 56.3 miliardi.

Il debito estero italiano (stimato) nel 2008 ammontava a 1060 milioni di dollari.
Il Giappone aveva un debito estero, nel 2007 (quindi prima della crisi), di 1492 miliardi di dollari. La Spagna, nel 2008, aveva un debito estero più del doppio superiore a quello italiano, pari a 2478 milioni di dollari. La Francia aveva, nel 2007, un debito estero più di 4 volte superiore a quello italiano, pari a 4396 miliardi di dollari. Anche la Germania aveva un debito estero, nel 2007, più di 4 volte superiore a quello italiano, pari a 4489 miliardi di dollari. La Gran Bretagna aveva, nel 2009, un debito estero 9 volte superiore a quello italiano, pari a 9191 miliardi di dollari.
Gli Stati Uniti avevano, nel 2009, un debito estero 13 volte superiore a quello italiano, pari a 13773 miliardi di dollari.
Il debito estero pro capite per l’Italia era, nel 2008, pari a 18235 dollari. Il debito estero pro capite per il Giappone era pari, nel 2007, a 4528 dollari. Per la Spagna era pari, nel 2008, a 49619 dollari (quasi il triplo di quello italiano). Per la Francia era pari, nel 2007, a 68183 dollari (quasi 4 volte quello italiano). Per la Germania era pari, nel 2007, a 54604 dollari (3 volte superiore a quello italiano). Per la Gran Bretagna era pari, nel 2009, a 150673 dollari (più di 8 volte superiore a quello italiano).
Per gli Stati Uniti era pari, nel 2009, a 42343 dollari (più del doppio di quello italiano).

Il debito delle famiglie italiane è cresciuto nel 2009, ma molto meno rispetto altri paesi. L’indebitamento medio per famiglia è stato, nel 2009, di 21.270 euro in Italia, di 36.150 in Francia, di 37.785 euro in Germania, di 55.886 euro in Spagna, e di 63.477 euro in Gran Bretagna.

Da segnalare inoltre che negli USA, nel 2009, sono fallite più di 100 banche.

Il Pil italiano per il 2009 è stimato essere superiore ai 2000 miliardi di dollari. L’Italia ha esportato merci e materiali per quasi 370 miliardi di dollari (valore stimato) nel 2009, sesto posto nella “classifica delle esportazioni“.

Probabilmente negli USA, o in generale nel mondo anglosassone, alle prese con una grave crisi, farebbero meglio a pensare a risolvere i loro (non pochi) problemi (1, 2, 3) piuttosto che mettersi a guardare i problemi degli altri.

 

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